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In pietra mutata ogni voce

omaggio a Salvatore Quasimodo nel centenario della nascita


progetto scenico di Angelo Ruta


con
Alessandro Quasimodo
Carla Cassola
Andrea Tidona
Simonetta Cartia
Giovanni Spadola
Pietro Pignatelli

e con
Zamira Pasceri
Ivan Ristallo


con la partecipazione del Quartetto Diakhordon
Paolo Noschese - violino
Cinzia Pierangelini - violino
Rosaria Mastrosimone - viola
Maurizio Salemi - violoncello

Elisa Turlà soprano
Peppe Scucces percussioni


e con Ensemble dell’Orchestra di fiati “Città di Modica”
diretto da Francesco Di Pietro

con la partecipazione degli allievi del Laboratorio Teatrale del Centro Giovani
del Comune di Modica e del Laboratorio Teatrale del Comune di Pozzallo


Rassegna Stampa

Scrittura scenica



regia Angelo Ruta

direttore artistico Giovanni Spadola

coreografie Tiziana Cona

coreografie dei figuranti Serena Cartia

scene e costumi Giusi Digrandi

direttore di scena Carmelo Pellegrino


produzione esecutiva Mariolina Marino - Gioventù Musicale d’Italia

aiuto regia Simonetta Cartia
assistenti alla regia Lillo Contino, Gabriele Zacco

realizzazione costumi Angela Rosa
macchinista Peppe Catteri

luci e suono Arte Sicilia
montaggio contributi audio Luca A. Sarni
consulenza musicale Federica Pagnacco
registrazioni effettuate presso Mediajuice – Milano
assistente produzione Maria Antonietta Basile
coordinamento Isabella Colombo
addetto stampa Marco Sammito
grafica Andrea Baglieri
LA POESIA COME TEATRO

I poeti sono il sale della terra. I poeti hanno la grande forza di cantare la vita, la nostra storia; hanno la grande forza di fissarla in una parola, in una voce che possiede la magica estensione nel tempo. È un segno di grande sensibilità civile e culturale ascoltarla con amore e concretizzarla nella realizzazione di un evento per la memoria. È la testimonianza, per una comunità, di possedere ancora una grande risorsa: parlare con la voce dei propri poeti.
Tutto ciò ha ancora più forza se si decide di far vivere come spazio scenico un naturale teatro di pietra, uno degli spazi più suggestivi del luogo: la scalinata del duomo di San Giorgio, con la sua facciata a fare da sfondo.

Questo progetto è nato da una coraggiosa e illuminata committenza da parte delle Istituzioni, raccolta e trascritta in un progetto scenico frutto di un attento studio del corpus poetico quasimodiano e di una preziosa tessitura drammaturgica, posta in essere dall’entusiasmante sinergia di un lavoro di squadra che restituisce tutto il senso dell’agire teatrale.

(Giovanni Spadola)


NOTE DI REGIA

Penso ai versi di Quasimodo come a una rappresentazione greca.
Penso ai personaggi che hanno preso vita con le sue parole, evocati per una sera in un gioco di apparizioni e ombre: Giulietta e Romeo, Odisseo, Edipo e Tiresia, Danae.
Poesia di corpi che si muovono, di musica e di pietre, in uno scenario naturale vertiginoso.

Ho suddiviso l’azione scenica in sette quadri tematici, legandola o interrompendola di volta in volta con la musica; ho cercato di cogliere la forza espressiva dei gesti quotidiani, le tensioni e l’emotività dei versi, con l’aiuto della coreografia sensibile dei figuranti e dell’appasionata energia di tutti gli attori.

(Angelo Ruta)